L'AUTORITENUTA ELETTRICA CON O SENZA PLC

Lezione di elettrotecnica

Autore: Luciano Guida, Automation Engineer.

Data aggiornamento: agosto 2026.

Benvenuto in questa lezione pratica sull’autoritenuta elettrica. Oggi vediamo come costruire l’autoritenuta sul comando di un teleruttore per motori, e riprodurremo lo stesso circuito con un programma Ladder per PLC.

Il tutto lo creiamo e lo proviamo nel mio simulatore d’automazione industriale e di circuiti elettrici.

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Novità automazione e plc
1. A cosa serve l’autoritenuta.
Nell’automazione industriale e in generale nei sistemi elettromeccanici, l’autoritenuta rappresenta una delle funzioni di base che impariamo a costruire, dato che ci permette di ottenere comandi che non necessitano di un impulso continuo per funzionare.

Per esempio l’autoritenuta si utilizza per avviare un motore tramite un pulsante, e arrestarlo utilizzando un altro pulsante; quello che si vuole ottenere è di non dover tener premuto il pulsante di avvio durante tutto il tempo nel quale il motore deve funzionare.
Con l’autoritenuta la sequenza di funzionamento del sistema marcia / arresto è:
a) Premo il pulsante di marcia.
b) Il motore si avvia.
c) Rilascio il pulsante di marcia e il motore rimane in moto.
d) Premo il pulsante di arresto.
e) Il motore si arresta.
Possiamo vedere nella figura che segue la sequenza di comando e arresto rappresentata graficamente.
Infografica sull'autoritenuta

1.1 Il circuito di marcia e arresto con due pulsanti e un teleruttore.

Il tipico circuito di marcia e arresto di un motore con due pulsanti, prevede l’aggiunta di un ponticello (filo) collegato tra un terminale del contatto ausiliario normalmente aperto del teleruttore, e un terminale di alimentazione della bobina del teleruttore stesso.

Vediamo nella prossima immagine un contattore con il circuito di autoritenuta formato proprio dal ponticello elettrico tra A1 e NO. Per quanto riguarda il circuito di comando che alimenta la bobina, il pulsante di arresto è di tipo normalmente chiuso, mentre quello di marcia è normalmente aperto.

Il circuito elettrico autoritenuta con il teleruttore

1.2. L’autoritenuta è indispensabile?

Un circuito di autoritenuta non è sempre indispensabile, nella pratica se sostituissimo i due pulsanti con un selettore a due vie (o un deviatore), potremmo comandare ugualmente il contattore.

Lo svantaggio di questa pratica però è che in caso di interruzione elettrica, al ritorno dell’alimentazione il contattore verrebbe alimentato senza il nostro intervento, e questo pone una questione di sicurezza.

L’utilizzo di due pulsanti invece di un selettore garantisce che dopo una caduta di tensione, si renda necessario premere nuovamente il pulsante di marcia per riavviare la macchina.

1.3 L’autoritenuta non elettrica (ovvero quella software).

1.3.1. Autoritenuta nei linguaggi di programmazione informatici.

Sebbene quando parliamo di questa particolare funzione ci riferiamo quasi sempre a un circuito elettrico, l’autoritenuta è ampiamente diffusa anche nei software, e non solo nei programmi dei PLC, bensì in tutti i tipi di programmazione.

In sostanza auto ritenuta non significa altro che memorizzazione di uno stato finché qualcuno non lo cambia, vediamo un esempio costruito con un linguaggio di scripting classico:

IF (PulsArresta)

    stato = false;

else IF (PulsAvvia)

   stato = true;

// stato mantiene automaticamente il valore precedente

L’esempio precedente sfrutta il fatto che con un’istruzione di assegnazione all’interno dei linguaggi di programmazione, la variabile mantiene lo stato assegnato fino a che non si verifica una nuova assegnazione.

La stesso risultato lo possiamo ottenere scrivendo le istruzioni in questo modo:

stato=((NOT PulsArresta) and (PulsAvvia or stato));

Nella programmazione, non si usa l’autoritenuta solo per comandare qualcosa, questa funzione la utilizziamo ogni volta che è necessario attivare uno stato che deve mantenere quello stato se nessuno lo vuole cambiare; quando diciamo “stato” possiamo intendere un comando oppure lo stato di una funzione complessa.

1.3.2. Autoritenuta nel linguaggio Ladder per PLC.

Nei PLC possiamo costruire l’autoritenuta in due modi: il primo sfrutta contatti e bobine semplici, il secondo bobine set e reset (latch e unlatch), che possiedono memoria dell’ultimo stato impostato. Vediamo questi due metodi nella prossima figura, dove la prima uscita viene gestita dagli ingressi I0.0 e I0.1, mentre la seconda è comandata da I0.2 e I0.3

Programma ladder PLC con auto ritenuta

Nel caso del programma ladder che sfrutta le bobine set e reset, se il plc viene arrestato oppure si verifica una caduta di tensione, lo stato dell’uscita dipenderà dalla configurazione del plc stesso, con la quale è possibile scegliere se le uscite devono azzerarsi o mantenere il loro ultimo valore.

2. Costruiamo e proviamo i circuiti di prova dell’autoritenuta.

Per fare pratica e imparare come funziona l’autoritenuta, costruiamo i circuiti sfruttando l’applicazione di simulazione dei circuiti elettrici; ecco come appaiono nella figura che segue.

Circuito completo con autoritenuta su teleruttore e fatta anche con il PLC

Descrizione del circuiti:

Sulla lavagna elettrica abbiamo creato due circuiti: il primo per provare l’autoritenuta classica su un teleruttore sfruttando due pulsanti e un ponticello; il secondo invece prevede l’utilizzo di un PLC opportunamente programmato in Ladder.

2.1 Il circuito di autoritenuta elettromeccanico.

Sulla parte sinistra abbiamo l’alimentazione a 230V in corrente alternata, utilizzata per controllare il primo teleruttore configurato con una bobina che accetta quella alimentazione.

La fase viene portata al pulsante normalmente chiuso, e da qui a quello normalmente aperto; poi finisce sul terminale A1 della bobina.

La stessa fase in uscita dal pulsante NC viene portata sul terminale NO del contatto ausiliario, e da questo terminale parte il ponticello verso lo stesso morsetto A1.

Il neutro viene portato su A2.

Per provare il teleruttore abbiamo portato la fase anche un uno dei tre contatti di potenza, in uscita abbiamo collegato una lampada a 230VAC, alla quale poi abbiamo condotto anche il neutro.

2.2. Il circuito di autoritenuta con il PLC.

Anche questo circuito sfrutta due pulsanti, tuttavia questi non sono collegati tra loro, sono invece collegati ai primi due ingressi del plc: I0.0 e I0.1.

Dato che il nostro PLC funziona a 24V in corrente continua, abbiamo inserito un alimentatore a 24VDC tra l’alimentazione generale a 230V e l’apparecchio; la stessa tensione ausiliaria l’abbiamo portata ai pulsanti, visto che sono questi che portano gli ingressi al controllore.

Il teleruttore in questo scenario ha la bobina a 24VDC, e questa viene comandata dalla prima uscita del PLC, Q0.0. Anche a questo teleruttore abbiamo collegato la fase a 230VAC, per comandare attraverso uno dei contatti di potenza un’altra lampada che funziona con la stessa tensione.

L’autoritenuta in questo caso è costruita nel programma ladder del plc, e notiamo che il pulsante normalmente chiuso viene testato nel software utilizzando un contatto normalmente aperto. Questo lo facciamo per garantire la sicurezza, infatti se un filo collegato a quel pulsante dovesse distaccarsi, il plc arresterebbe l’uscita, dato che il ramo che la comanda cadrebbe al livello del contatto I0.0.

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