IMPARA A LEGGERE GLI SCHEMI ELETTRICI:
CIRCUITI SOTTO EMERGENZA

Leggere gli schemi elettrici

Autore: Luciano Guida, Automation Engineer.

Data aggiornamento: luglio 2026.

Benvenuto in questa lezione pratica sulla lettura degli schemi elettrici. Oggi ci concentriamo sugli schemi industriali, e in particolare vediamo come trasformare una porzione di schema relativa al taglio dei segnali ausiliari, in un vero circuito elettrico.

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1. Lo schema elettrico da analizzare.
Come abbiamo visto nella lezione completa su come leggere gli schemi elettrici industriali, una parte dello schema è destinata alla gestione dei circuiti ausiliari.
I circuiti ausiliari sono fondamentali, poiché permettono di gestire in maniera sicura comandi di potenza, e segnali di funzionamento interni al quadro , o provenienti dal campo.
Ecco nella figura che segue la porzione di circuito sulla quale lavoreremo oggi.
Schema elettrico da analizzare

1.1. Le alimentazioni ausiliarie indipendenti.

Nell’immagine troviamo l’indicazione della tensione di arrivo a 24V in corrente continua, dalla quale vengono prelevati quattro punti protetti da altrettanti fusibili: due fusibili sono da 4A, e gli altri due da 2A.

Il simbolo del morsetto porta fusibile è immediatamente identificabile dal cerchietto metà nero e metà bianco, inoltre è presente anche l’indicazione della morsettiera in cui questi morsetti a fusibile sono posizionati (XFUS).
A proposito, se vuoi imparare tutto sulla lettura di questi disegni, dai un’occhiata al corso di lettura schemi elettrici e P&ID.

Notiamo che dal primo e dal terzo fusibile a sinistra partono due linee che vanno rispettivamente al circuito di emergenza, e alle sonde di temperatura e di pressione; ecco cosa deduciamo dallo schema:
a) Il secondo e il quarto fusibile sono al momento inutilizzati (scorta).
b) Il primo fusibile protegge l’alimentazione del circuito di emergenza (probabilmente gestito tramite Pilz o apparecchiatura similare).
c) Il terzo fusibile protegge le alimentazioni dei sensori analogici in campo, tutti alimentati a 24VDC.

1.2. Le alimentazioni ausiliarie tagliate dall’emergenza.
Nello schema che stiamo analizzando troviamo una seconda diramazione verso due fusibili, questa volta però la tensione è tagliata due due contatti normalmente aperti chiamati 7KM1 e 7KM2.
Si tratta di contatti ausiliari di teleruttori gestiti dal circuito di emergenza; questa è una parte dello schema elettrico davvero importante.
Mentre l’alimentazione del circuito di emergenza e quella dei sensori in campo non sono vincolate dallo stato dell’emergenza (funzionano anche con i pulsanti a fungo premuti), la tensione che alimenta i comando ausiliari dei motori viene interrotta quando l’emergenza è presente.
La linea 04H, protetta dal fusibile da 2 Ampere, sarà sotto tensione solamente quando entrambi i contattori sono attivati.

1.3. La ridondanza nei circuiti di emergenza.
Come mai ci sono due contatti in serie che tagliano gli ausiliari dei motori? Per soddisfare i requisiti di sicurezza, il circuito di emergenza deve essere ridondante, per questo vengono utilizzati due contattori in serie.
Nel caso uno dei due contattori dovesse per qualche ragione (difetto o malfunzionamento) rimanere attivato durante lo stato di emergenza, l’altro contattore assicura il taglio della potenza.

La cosa importante da sapere, è che in questi sistemi, l’emergenza taglia sia gli ausiliari che la potenza; lo vediamo nel circuito che costruiamo con il tool interattivo.
Ecco nell’immagine qui sotto come appare il circuito con tutti i componenti e i collegamenti. Per provare l’attivazione della linea tagliata dall’emergenza, abbiamo inserito in sostituzione alla centralina un interruttore che comanda i due teleruttori.

Circuito elettrico ricavato dallo schema

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