1.1. Le alimentazioni ausiliarie indipendenti.
Nell’immagine troviamo l’indicazione della tensione di arrivo a 24V in corrente continua, dalla quale vengono prelevati quattro punti protetti da altrettanti fusibili: due fusibili sono da 4A, e gli altri due da 2A.
Il simbolo del morsetto porta fusibile è immediatamente identificabile dal cerchietto metà nero e metà bianco, inoltre è presente anche l’indicazione della morsettiera in cui questi morsetti a fusibile sono posizionati (XFUS).
Notiamo che dal primo e dal terzo fusibile a sinistra partono due linee che vanno rispettivamente al circuito di emergenza, e alle sonde di temperatura e di pressione; ecco cosa deduciamo dallo schema:
a) Il secondo e il quarto fusibile sono al momento inutilizzati (scorta).
b) Il primo fusibile protegge l’alimentazione del circuito di emergenza (probabilmente gestito tramite Pilz o apparecchiatura similare).
1.2. Le alimentazioni ausiliarie tagliate dall’emergenza.
Nello schema che stiamo analizzando troviamo una seconda diramazione verso due fusibili, questa volta però la tensione è tagliata due due contatti normalmente aperti chiamati 7KM1 e 7KM2.
Si tratta di contatti ausiliari di teleruttori gestiti dal circuito di emergenza; questa è una parte dello schema elettrico davvero importante. Mentre l’alimentazione del circuito di emergenza e quella dei sensori in campo non sono vincolate dallo stato dell’emergenza (funzionano anche con i pulsanti a fungo premuti), la tensione che alimenta i comando ausiliari dei motori viene interrotta quando l’emergenza è presente.
La linea 04H, protetta dal fusibile da 2 Ampere, sarà sotto tensione solamente quando entrambi i contattori sono attivati.
1.3. La ridondanza nei circuiti di emergenza.
Come mai ci sono due contatti in serie che tagliano gli ausiliari dei motori? Per soddisfare i requisiti di sicurezza, il circuito di emergenza deve essere ridondante, per questo vengono utilizzati due contattori in serie.
Nel caso uno dei due contattori dovesse per qualche ragione (difetto o malfunzionamento) rimanere attivato durante lo stato di emergenza, l’altro contattore assicura il taglio della potenza.
La cosa importante da sapere, è che in questi sistemi, l’emergenza taglia sia gli ausiliari che la potenza; lo vediamo nel circuito che costruiamo con il tool interattivo.
Ecco nell’immagine qui sotto come appare il circuito con tutti i componenti e i collegamenti. Per provare l’attivazione della linea tagliata dall’emergenza, abbiamo inserito in sostituzione alla centralina un interruttore che comanda i due teleruttori.