Autore: Luciano Guida, Automation Engineer.
Data aggiornamento: settembre 2026.
Benvenuto in questa nuova lezione pratica d’automazione industriale. Oggi impariamo come si collega e come funziona un pressostato differenziale.
In questa lezione interattiva utilizziamo il mio simulatore d’automazione industriale, se hai un account per utilizzarlo, ecco il link per accedere a questa sessione sul pressostato.
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Il modello di pressostato utilizzato per questa lezione si chiama Danfoss KP36, è un modello differenziale, che ci permette di utilizzare un contatto in scambio (normalmente chiuso e normalmente aperto), solitamente per pilotare pompe, attivare valvole, o anche semplicemente segnalare il cambiamento di pressione sulla tubazione a cui è collegato attraverso il suo attacco filettato.
1.1. Collegamento e funzionamento del pressostato KP36.
Questo modello presenta tre morsetti numerati come 1, 2 e 4; rispettivamente comune, contatto normalmente chiuso, e contatto normalmente aperto.
L’apparecchio possiede due regolazioni: pressione di intervento e pressione differenziale di ritorno a riposo. Il modello preso in esame può essere regolato con intervento da 2 a 14 bar, mentre il differenziale si può impostare da 0,7 a 4 bar.
Algoritmo di funzionamento del pressostato differenziale:
a) Quando la pressione supera la soglia di intervento, si apre il contatto 1-2, e si chiude il contatto 1-4.
b) Quando la pressione scende sotto la soglia di intervento meno il differenziale, il contatto scambia riportandosi alla situazione iniziale.
Facciamo un esempio:
Soglia di intervento regolata a 8 bar, soglia differenziale regolata a 1 bar: Il contatto scambia quando la pressione supera 8 bar, e torna a riposto quando la pressione scende sotto i 7 bar (8-1).
2. Il circuito di test del pressostato differenziale.
Per provare il pressostato e imparare a collegarlo utilizziamo il circuito rappresentato nella figura che segue.
Come vediamo nella immagine sopra, abbiamo un’alimentazione generale a 230VAC, trasformata in alimentazione ausiliaria a 24VDC, per mezzo dell’alimentatore opportunamente protetto dal magnetotermico differenziale.
Il pressostato lavora indifferentemente con tensioni in corrente alternata e continua, per i nostri test abbiamo preferito utilizzare la tensione continua.
2.1. Test del pressostato con il multimetro.
Il primo test lo eseguiamo con il multimetro regolato sulla misura di resistenza: colleghiamo un primo multimetro ai morsetti 1 e 2, e un secondo strumento ai morsetti 1 e 4.
Agendo sul controllo della simulazione della pressione, notiamo che la continuità è inizialmente rilevata sulla coppia 1 e 2 (contatto NC), ma quando la pressione supera la soglia impostata, la resistenza sul contatto NC diventa infinita, e si azzera invece quella sul contatto NO (morsetti 1 e 4).
2.2. Test del pressostato con tensione e lampade.
Una volta appurato il funzionamento di contatti dell’apparecchio, abbiamo collegato il positivo del 24VDC al morsetto comune, e due lampade, rispettivamente ai morsetti 2 e 4; naturalmente abbiamo portato alle lampade anche il negativo dell’alimentatore.
Agendo sulla pressione vediamo che si passa dall’accensione in alternanza della lampada collegata al morsetto 2, a quella collegata al morsetto 4.