Autore: Luciano Guida, Automation Engineer.
Data aggiornamento: novembre 2026.
Cosa fa esattamente un programmatore PLC trasfertista? Cosa significa lavorare fuori da casa e collaudare macchine e impianti? Quanto il mestiere di trasfertista rende rispetto a quello di programmatore in sede?
Benvenuto, in questo articolo rispondo ad alcune delle domande che spesso mi vengono poste da chi si sta avvicinando al mondo della programmazione plc, e del lavoro nel settore dell’automazione industriale.
1. Il programmatore PLC e le sue mansioni tecniche.
Un programmatore di plc autonomo rappresenta una risorsa preziosa per le aziende, dato che questa figura professionale acquisisce conoscenze di natura diversa, per esempio:
a) Conoscenza delle macchine e degli impianti dal punto di vista funzionale, che significa conoscere le varie parti, e il loro funzionamento.
b) Conoscenza dei componenti in campo (attuatori, sensori, e altro).
c) Padronanza della parte di controllo dei macchinari, che riguarda quadri elettrici, controllori, e sistemi di monitoraggio.
d) Conoscenza del processo automatizzato e delle sue variabili, indispensabile sia per la creazione del software, che per la messa in marcia (collaudo), e l’eventuale fase di assistenza tecnica post collaudo.
2. Programmatore PLC e trasferte.
Accanto alle conoscenze tecniche indispensabili per lavorare nell’automazione industriale, il programmatore plc che si reca in trasferta deve essere munito di alcune soft skills, anch’esse di vitale importanza, data la natura di questo mestiere.
Dobbiamo considerare che il trasfertista non solo deve occuparsi del suo lavoro (collaudo, risoluzione problemi, implementazione di soluzioni), ma quasi sempre dovrà relazionarsi con persone, in un luogo che fondamentalmente non rappresenta “casa sua”. Tra queste figure troviamo:
a) Responsabili di stabilimento, responsabili tecnici e gestionali.
b) Personale tecnico di altri fornitori o interno alla fabbrica.
c) Colleghi di lavoro.
Sebbene ci può essere molto affiatamento tra i colleghi, la trasferta può diventare faticosa, soprattutto quando è di durata prolungata, o avviene in luoghi che non brillano per accoglienza.
Ecco perché il lavoro di trasfertista programmatore è un ruolo che può dare molto ma anche richiedere molto. Questo è un mestiere adatto a chi accetta le sfide ed è capace di assumersi delle responsabilità.
Quando si opera su macchinari e linee produttive che funzionano in continuo, è necessario saper mantenere il sangue freddo quando qualcosa non va, soprattutto perché in quei momenti il cliente (o chi per esso) arriva a mettere il fiato sul collo.
Si deve essere in grado di mostrarsi professionali e anche disponibili, aperti al dialogo, e propensi a risolvere le richieste. Tra il trasfertista e “lo stabilimento” deve crearsi un buon rapporto, fatto di reciproco rispetto e fiducia.
2.1. I tipi di trasferta per il programmatore PLC.
Non tutti i viaggi di lavoro sono uguali, e le principali variabili che li caratterizzano sono il tempo di permanenza, la distanza, e il tipo di sistemazione.
a) Trasferte in giornata: il programmatore può dover viaggiare in giornata per recarsi a poche decine di chilometri così come a qualche centinaia; quasi sempre in questo tipo di trasferta ci si muove in auto.
b) Trasferte in luoghi vicini ma con pernottamento: quando la distanza dal luogo di lavoro non è molta ma è necessario sfruttare a pieno la giornata lavorativa, un trasfertista può anche decidere di pernottare nel luogo. In questo modo si evitano i continui viaggi (spesso nel traffico), e si ha a disposizione più tempo per cenare e riposarsi.
c) Trasferte in luoghi lontani in auto: spostandosi in auto si effettuano trasferte solitamente di distanza non superiore a milleduecento chilometri. In questo caso l’auto diventa anche il mezzo di trasporto locale una volta arrivati, per spostarsi dall’hotel (o altra accomodazione) allo stabilimento, al ristorante e così via.
Quando è necessario trasportare materiale e attrezzature, l’auto è comoda perché permette di caricare tutto insieme ai passeggeri.
d) Trasferte in luoghi remoti (fuori dal paese ed extra continentali): di tutt’altra varietà sono le trasferte in luoghi remoti, dove ci si sposta prevalentemente in aereo, a volte per tratte molto lunghe. In questo caso oltre alla stanchezza dovuta al viaggio bisogna considerare quella apportata dal fuso orario, sia all’andata che al rientro.
Per questo tipo di trasferte, è necessaria un’attenta pianificazione, dato che non sempre nel luogo in cui ci si reca è possibile per esempio reperire ricambi, attrezzature, o personale tecnico qualificato che può assisterci.
2.3 La trasferta e l’assistenza dalla sede.
Quando ci si trova in trasferta, può nascere la necessità di fare riferimento alla propria sede per acquisire documentazione, e supporto sia logistico che tecnico. Oggi i trasfertisti sono avvantaggiati, dato che hanno a disposizione Internet e collegamenti con gli uffici, i fornitori e, altre risorse di supporto.
Le spedizioni veloci permettono di trasportare materiale e attrezzatura in poco tempo, e i tecnici in sede possono anche programmare a distanza e assistere i collaudatori, alleggerendoli di parti del lavoro.
2.4. I vantaggi di lavorare in trasferta per un programmatore PLC.
Sebbene la trasferta rappresenti come appena visto qualcosa che richiede impegno, essa per un programmatore plc diventa un vero trampolino di lancio.
Il lavoro sul campo, la risoluzione dei problemi tecnici e logistici (imparare ad arrangiarsi), valgono molto in termini di esperienza, e conseguentemente anche in termini economici.
Le aziende pagano bene i trasfertisti perché sono le figure che si interfacciano direttamente con i clienti e passano più tempo presso di essi. Sono le persone che rimangono sul posto anche dopo il collaudo, e instaurano con il personale locale rapporti più forti e autentici.
2.5. Lo stipendio del programmatore plc in trasferta.
Dal punto di vista economico, naturalmente lo stipendio varia in base all’esperienza e al luogo in cui ci si reca; un trasfertista può comunque arrivare a guadagnare un netto superiore ai cinquemila euro al mese.
Oltre allo stipendio, si considerano poi il risparmio, dato che quasi sempre le aziende pagano tutte le spese di vitto, alloggio e trasporti. Immaginando di non dover pagare il carburante per recarsi al lavoro e le spesa, questo rappresenta in alcuni casi una bella quota.
Nell’immagine che segue possiamo vedere una stima degli stipendi netti dei programmatori PLC, suddivisi per luogo (sede, trasferta nazionale, trasferta nello stesso continente, e trasferta intercontinentale.
Le fasce di stipendio medio sono valutate tenendo conto anche di una media di ore di straordinario, e lavoro durante giornate festive.