Autore: Luciano Guida, Automation Engineer.
Data aggiornamento: agosto 2026.
Eccoci in una nuova lezione pratica d’automazione industriale dedicata ai manutentori elettrici, agli elettricisti, e naturalmente anche ai programmatori PLC.
Oggi ci occupiamo degli inverter (VFD), queste apparecchiature così importanti, impiegate per comandare i motori, variarne la velocità, e proteggerli dai sovraccarichi.
In questa lezione interattiva utilizziamo il mio laboratorio d’automazione virtuale, se hai un account per utilizzarlo, ecco il link per accedere a questa sessione sugli inverters.
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1.1. Morsetti di collegamento dell’inverter.
Nell’immagine sopra possiamo vedere i seguenti morsetti, partendo da sinistra in alto:
a) + alimentazione +24VDC.
b) - alimentazione 0VDC.
c) Comune per gli ingressi digitali.
d) Ingresso digitale ID1 (start).
e) Ingresso digitale ID2 (reset).
f) Uscita digitale OD1 (running).
g) Uscita digitale OD2 (fault).
h) Comune 24VDC segnali STO.
i) Ingresso STO S1.
l) Ingresso STO S2.
Sulla destra, partendo dall’alto troviamo i morsetti per i segnali analogici:
m) + INA1 (set point velocità).
n) - INA1 (set point velocità).
o) + OUTA1 (velocità corrente).
p) - OUTA1 (velocità corrente).
Sul lato alto dell’apparecchio sono presenti i tre morsetti per l’arrivo delle fasi, e in basso abbiamo invece i tre morsetti per portare le fasi al motore.
1.2. Il display dell’inverter e i pulsanti di controllo a bordo.
1.3. Configurazione dell’inverter.
Attraverso il pannello configurazione possiamo impostare:
a) Tipo di segnale analogico in ingressi (0-10V, oppure 4-20mA).
b) Tipo di segnale analogico in uscita (0-10V, oppure 4-20mA).
c) Tempo in secondi della rampa di accelerazione motore.
d) Tempo in secondi della rampa di decelerazione motore.
e) Velocità minima e massima in Hertz impostabile attraverso il set point.
f) Corrente massima del motore (intervento protezione), espressa in Ampere.
2. Collegamenti elettrici del circuito.
Nell’immagine che segue vediamo l’intero circuito, comprendente l’alimentatore per gli ausiliari e il motore da pilotare.
I componenti utilizzati per provare l’inverter sono:
a) Interruttore magnetotermico differenziale di protezione sull’alimentazione a 230VAC.
b) Alimentatore stabilizzato con uscita a 24VDC, per alimentare i circuiti di comando ausiliari e di segnalazione.
c) Un potenziometro per regolare la velocità di marcia, che agisce sulla tensione che portiamo all’ingresso analogico del VFD.
d) Un selettore a due vie per inviare il segnale di marcia all’apposito ingresso digitale ID1.
e) Un pulsante per inviare il segnale di reset al secondo ingresso digitale ID2.
f) Una lampada collegata all’uscita digitale OD1 per segnalare la marcia del motore.
g) Una lampada collegata alla seconda uscita digitale OD2, che segnale il fault.
h) Due selettori a due vie, impiegati per simulare la chiusura dei contatti dei teleruttori di sicurezza del sistema STO (safe torque off), S1 e S2.
Tutti questi componenti ci permettono di provare l’apparecchio in tutte le sue funzionalità.
3. Funzionamento dell’inverter.
3.1. Avviamento e controllo velocità motore.
a) Sul display dell’apparecchio scegliamo se controllarlo in locale o da remoto. Selezionando LOCALE, impostiamo il set point di velocità sul display stesso, e avviamo e arrestiamo il motore per mezzo dei pulsanti START e STOP.
b) Il motore viene avviato seguendo la rampa di accelerazione impostata, e arrestato seguendo l’altra rampa.
c) Con la selezione REMOTO, il motore si avvia quando chiudiamo il selettore collegato all’ingresso digitale ID1. Per arrestare il motore riportiamo il selettore su zero.
d) Per regolare la velocità del motore agiamo sul potenziometro, nel nostro esempio da 10Kohm. Dato che stiamo utilizzando sul potenziometro la stessa tensione degli ausiliari (24VDC), facciamo attenzione a non superare la soglia dei 10V impostata sull’ingresso analogico dell’inverter.
e) Verifichiamo anche l’uscita analogica dell’apparecchio, utilizzando il multimetro in volt continui, e collegando i due puntali sui morsetti dell’uscita stessa. Il tester misura gli stessi volt che entrano attraverso il potenziometro, a conferma che il motore gira alla velocità desiderata.
3.2. Gestione dei guasti e reset.
Le condizioni che determinano il FAULT dell’inverter sono:
a) Apertura di uno o entrambi i contatti sugli ingressi STO.
b) Avviamento con motore non collegato.
c) Mancanza delle fasi in entrata all’inverter.
d) Corrente del motore oltre la soglia di protezione impostata.
Tutte le cause di fault si ripristinano per mezzo del pulsante sul display, oppure attraverso il pulsante collegato all’ingresso digitale ID2; il reset ha effetto solo se prima è stata eliminata la causa del fault.