COME DIVENTARE PROGRAMMATORE DI PLC E LAVORARE NELL'AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Un programmatore di PLC

Ti piacerebbe diventare un programmatore di PLC e lavorare nel mondo dell’industria automatizzata? Ti sei mai chiesto come si diventa esperto nella progettazione di impianti, di quadri elettrici e di sistemi di monitoraggio HMI e SCADA?

Se la programmazione ti affascina oppure l’idea di viaggiare per il mondo e far funzionare macchinari piccoli o complessi ti rende euforico, questo è l’articolo che fa per te. Oggi ti spiego cosa significa diventare programmatore di PLC, di sistemi di supervisione, e in cosa consiste il mestiere di “tecnico d’automazione”.

Novità automazione e plc

Il Tecnico d'automazione.

La definizione “tecnico d’automazione” è abbastanza generica, in effetti all’interno di questo settore il ruoli che si possono svolgere sono tantissimi. Per esempio si può essere “assistenti tecnici al commerciale”, che in pratica significa affiancare chi vende apparecchiature per l’automazione e aiutarlo nella parte tecnica, soprattutto in fase di colloquio con i clienti che acquistano le apparecchiature per programmarle.

Un’altra figura di tecnico è quella del manutentore di stabilimento, che si occupa di intervenire quando qualcosa non funziona nei sistemi automatizzati e deve avere solitamente competenze in diversi settori e che riguardano diverse apparecchiature. Queste competenze tuttavia non è necessario che siano troppo approfondite, dato che nel caso serva si può sempre chiamare il fornitore dell’automazione.

In pratica il tecnico di stabilimento deve “sapere un po’ di tutto”; si parla di infatti di competenza orizzontale, che abbraccia diversi ambiti e si contrappone alla competenza “verticale”, per esempio di chi è specializzato in un determinato tipo di sistema.

In questo articolo parliamo del tecnico di automazione che programma i PLC e sistemi di monitoraggio HMI e SCADA, ruolo che io stesso ho svolto per più di venticinque anni; Cominciamo subito!

I tipi di programmatore di PLC.
Il programmatore di plc fondamentalmente può trovarsi in una delle seguenti situazioni:
1) Programmatore in una software house che fa software anche per automazione.
2) Programmatore in una azienda che costruisce macchine o impianti automatizzati.
3) Programmatore freelance che lavora un po’ dove vuole.
4) Programmatore di aziende costruttrici di plc.

Inoltre si distinguono i trasferisti (quelli che vanno anche dai clienti) da quelli che programmano in sede e mandano gli altri a collaudare, oppure che creano software che viene spedito insieme alle macchine e viene collaudato in sede prima del trasporto.

Queste figure non eseguono gli stessi compiti, vediamo perché:
Il programmatore che lavora in una software house deve probabilmente conoscere diversi plc e diversi software di programmazione, poiché i vari clienti potrebbero richiedere programmi per diverse apparecchiature e soprattutto per diversi ambiti di impiego.
Oggi l’azienda che costruisce taglierine, domani quella che produce creme per sbiancare la pelle, dopodomani un oleodotto; tanto per fare degli esempi: l’azienda che fa software per gli altri dovrebbe rinnovarsi continuamente per far fronte alle varie richieste.

Il programmatore che lavora invece nell’ufficio automazione di aziende produttrici di macchinari e impianti deve conoscere bene questi ultimi. I sistemi plc e supervisione che utilizzerà saranno quasi sempre gli stessi, perciò diventerà molto esperto in quelli e molto esperto nel collaudare e far funzionare ciò che l’azienda per cui lavora produce e vende.
A volte capiterà che un cliente richiede un plc specifico o un sistema interfaccia uomo macchina particolare e allora il programmatore si adatterà, questo accade per esempio se il cliente vuole mantenere uno standard in una fabbrica dove ha già altre linee produttive.

Il programmatore di PLC freelance deve adattarsi a tutto altrimenti rischia di lavorare poco o in maniera monotona, perciò deve aggiornarsi continuamente e a meno che non operi sempre per gli stessi clienti. Anche i macchinari e gli impianti che dovrà automatizzare saranno ogni volta materia di studio.

Il programmatore che lavora per le aziende che producono plc (per esempio Siemens, Rockwell automation e così via), saranno specializzati nei loro prodotti e tendenzialmente anche con conoscenze settoriali; per esempio quelli esperti in programmazione interfacce uomo macchina, quelli specializzati in plc, quelli più ferrati sulle architetture di rete.
Dato che naturalmente queste aziende hanno una vastità di apparecchiature e operano in tantissime realtà, è impensabile che un tecnico possa davvero conoscere tutto.

Quali sono i requisiti per imparare a programmare i PLC e i sistemi di supervisione.
Intanto devo dire che una buona predisposizione alle materie tecniche è sicuramente d’aiuto, dato che quando si studiano queste, il modo di ragionare diventa in un certo senso adatto allo scopo.
Nel mio caso per esempio, avendo studiato informatica, quando ho cominciato a programmare i plc e le interfacce operatore, non ho quasi avuto difficoltà, anzi; l’esperienza che avevo nel progettare algoritmi per risolvere problemi informatici mi ha permesso di creare molte routine personalizzate e funzioni, che viste da chi non ha un background informatico sono difficili da comprendere a prima vista.

Informatica e PLC

Per imparare a programmare nell’automazione industriale il computer deve piacerci.

Sì, perché la programmazione delle apparecchiature e dei sistemi software avviene per mezzo del PC, quindi una buona dimestichezza con i sistemi operativi è sicuramente consigliabile; soprattutto perché molto spesso quando si installano le suite di programmazione si possono verificare inconvenienti che richiedono il nostro l’intervento. Questo può tradursi per esempio nel dover applicare una patch al software, oppure eseguire un upgrade del sistema operativo, e nel peggiore dei casi uno “smanettamento profondo” per riuscire a risolvere il problema.

Programmatore di computers

La conoscenza dell’elettrotecnica e dell’elettronica.

Nozioni di elettrotecnica e di elettronica possono davvero aiutare l’aspirante mago dei plc, infatti soprattutto l’elettrotecnica è strettamente legata all’automazione; si pensi per esempio alla progettazione dei quadri elettrici e da parte del programmatore, la capacità di interpretare gli schemi e di mettere le mani nei quadri per i collaudi.

A questo proposito bisogna sottolineare che non tutti i programmatori di plc fanno questo, ci sono anche quelli che si occupano solo della stesura e del collaudo del software. Se qualcosa non funziona essi chiamano l’elettricista e aspettano che questo trovi l’inghippo elettrico.

Io consiglio di imparare almeno ciò che serve per sbrigarsela da soli; la soddisfazione di trovare i guasti e risolverli è davvero una gran cosa.

Uno schema elettrico d'automazione
La capacità di problem solving nella programmazione dei PLC.

Parliamoci chiaramente, imparare a mettere in fila quattro contatti ladder e due timer non necessità di un quoziente intellettivo abnorme. Con un poco di pratica e la miriade di esempi che si trovano oggi in rete tutti possono farlo; tuttavia quello che il programmatore di PLC deve possedere è la capacità di analizzare i problemi (che poi non sono problemi sono compiti da rendere automatici) e trovare le soluzioni.
Egli deve riuscire ad avere immediatamente (o quasi) una visione generale del processo, per poi occuparsi dei dettagli successivamente.

Quando si riesce a vedere le soluzioni ai quesiti nella nostra mente, la progettazione del sistema d’automazione e la stesura del software è quasi un gioco da ragazzi; in pratica si tratta solamente di tradurre ciò che abbiamo in mente nei linguaggi scelti.
Problem solving per programmare i PLC

Conoscenza delle lingue.

Se programmi plc e sistemi di supervisione potresti dover crearli e commentare in inglese, francese, spagnolo, tedesco; in questo caso ci si può affidare a dei traduttori, o se si conoscono le lingue straniere occuparsene in prima persona.

La conoscenza delle lingue straniere è un grandissimo plus per chi vuole fare questo mestiere; significa poter girare il mondo e parlare con i clienti senza problemi, tutto questo si tramuta solitamente in stipendi migliori!

Manuali per imparare le lingue straniere

La capacità di adattamento nei programmatori di PLC.

Come avviene per tutte le figure professionali tecniche e non, anche i programmatori di PLC non sono tutti uguali. Ci sono quelli che sono abituati a lavorare in un certo modo e se gli si cambia una virgola vanno in panico, e ci sono anche quelli che invece li puoi “abbandonare” da un cliente e questi eseguono tutto ciò che viene chiesto, con modifiche su modifiche e richieste a volte che appaiono troppo grandi.

Questi softwaristi “di razza” sono molto apprezzati dalle aziende che li impiegano poiché se la cavano sempre e non hanno quasi mai bisogno di nessuno.

Per diventare un programmatore come quelli appena descritti è necessario spirito di adattamento e soprattutto una grande tolleranza ai cambiamenti. Quando si fa questo mestiere non ci sono solo i cambiamenti e gli inconvenienti che riguardano il lavoro, ma anche quelli logistici, per esempio cambi di biglietti aerei e prenotazioni di hotel, modifiche di programma sulla permanenza dai clienti, cambi di destinazione e così via; tutte "cosette" che contribuiscono a rendere la vita del tecnico d’automazione interessante e a volte piena di imprevisti.

Bene, queste erano alcune considerazioni per capire meglio cosa significa diventare programmatore di plc e operare nell’automazione industriale. Ci sarebbe ancora molto da dire ma magari lo faremo in un altro articolo; nel frattempo di auguro buono studio e ti do appuntamento alla prossima, ciao!

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